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I vitigni autoctoni dell’Agro Pontino

I vitigni autoctoni dell'Agro Pontino

L’Agro Pontino è una provincia che si è sempre distinta per il suo grande patrimonio in vitigni autoctoni, fin dall’epoca degli antichi romani.

Questo vasto e articolato universo di vitigni autoctoni si è pian piano arricchito con l’introduzione di vitigni internazionali, quali Chardonnay, Merlot, Petit Verdot, Sauvignon Blanc e Syrah che dànno vita a vini anche di eccellente qualità.

Non a caso la provincia di Latina oggi è al primo posto nel Lazio nella produzione di vini Igt, un’escalation evidente che colloca di diritto il territorio Pontino tra le eccellenze italiane.

 

Durante questo percorso di rinnovamento e sviluppo della vocazione enoica, però, molti produttori locali, per la gioia dei cultori, non hanno smesso di celebrare l’unicità e l’identità territoriale studiando e rivalutando tante produzioni tipiche.

 

Basti pensare al Bellone, uno dei vitigni più antichi che fino a una quindicina d’anni fa era utilizzato solo nei blend con il Trebbiano e la Malvasia.

Il Bellone, se ben trattato in vigna e ben vinificato in cantina, può dare ampia soddisfazione: è di pronta beva, dal colore giallo paglierino, morbido e profumato con sentori di frutta fresca riconducibili al pompelmo ed alla pesca; caratteristico il finale leggermente amarognolo.

 

La prima cantina a produrlo in purezza è stata la Cantina Santa Maria e oggi, anche grazie all’ostinazione di altri produttori locali, occupa il posto che gli spetta tra i grandissimi bianchi italiani.

Con questo vitigno sono prodotti vini tra i più rappresentativi del territorio come Strada del Passo: vini sapidi, inconfondibili e con una grande longevità.

Non meno importante è il lavoro di altri vignaioli, sparsi in tutta la provincia, che hanno riportato alla luce vitigni dimenticati, come la Sanginella Nera, che deve la sua diffusione ai Saraceni, e il Cecubo o Abbuoto, un vitigno molto pregiato di origini antichissime, secco, leggero e molto fruttato. Solo da qualche anno i vignaioli pontini sono tornati a coltivarlo in particolare nei territori di Itri e Fondi.

 

Altro grande protagonista di quest’opera di riscoperta è il Nero Buono di Cori, un’uva ricchissima di antociani (coloranti idrosolubili appartenenti alla famiglia dei flavonoidi) dal quale si ricavano vini che hanno un colore rosso intenso e un sapore molto gradevole e armonico, con un caratteristico odore vinoso.

Le uve del Nero Buono, oggi, vengono lavorate in purezza da tutte le cantine locali, soprattutto nel comune di Cori ma anche in tutta la provincia di Latina.

La distribuzione e il consumo sono molto legati all’area di provenienza ma, nonostante ciò, e soprattutto grazie a quei produttori che vedono la rinascita enologica della regione dai vitigni autoctoni, il Nero Buono sta vivendo una seconda giovinezza.

 

Meno conosciuti, ma non per questo meno importanti, sono altri vitigni autoctoni come le uve del Bombino o Ottonese dalle quali si ricava un vino secco, fresco e armonico, con un odore vinoso.
Medio-grande e cilindrico conico, il suo grappolo è spesso alato. È tipico della zona della pianura pontina confinante con Anzio e Nettuno.

Stesso discorso per il Greco Giallo e il Greco Moro, uve coltivate in diverse zone dell’Agro Pontino che, però, in genere sono aggiunte a quelle del Bellone e della Malvasia di Candia.

 

Discorso diverso, infine, per due mostri sacri del territorio laziale come la Malvasia di Candia e il Moscato di Terracina, vitigni tipici che si coltivano anche in Agro Pontino.

 

 

I vitigni autoctoni dell’Agro Pontino

 

Nella tabella riportiamo l’elenco dei vitigni autoctoni dell’Agro Pontino, con la relativa divisione tra bacca bianca e bacca nera.

 

Vitigno

Colore bacca

BELLONE BACCA BIANCA
NERO BUONO BACCA NERA
SANGINELLA NERA BACCA NERA
BOMBINO OTTONESE BACCA BIANCA
GRECO GIALLO BACCA BIANCA
GRECO MORO BACCA BIANCA
MALVASIA DI CANDIA BACCA BIANCA
MOSCATO DI TERRACINA BACCA BIANCA
CECUBO O ABBUOTO BACCA NERA

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