Podere 769 un vino che affonda le sue radici nel territorio pontino
Da 60 anni Cantina Santa Maria si impegna ogni giorno per trasmettere ai suoi consumatori un forte senso di appartenenza, tradizione, storicità e amore per il proprio territorio.
Con questo spirito prende il via l’ultima scommessa di casa Santa Maria: Podere 769, il nuovo vino rosato frizzante “col fondo” prodotto dalla cantina pontina.
Podere 769 è un’istantanea di un’epoca passata ma ancora presente nella memoria di chi, come Cantina Santa Maria, su queste “terre nuove” continua a investire per ricercare e valorizzare le proprie radici territoriali.
Podere 769 rappresenta appieno lo spirito passato di un’epoca eroica e con essa la volontà di far rivivere oggi, i sacrifici e il sangue versato dai pionieri per il riscatto della nostra terra.
Resistenza e adattamento appunto, caratteri vincenti di una realtà locale come Cantina Santa Maria che continua ogni giorno a lottare per preservare i vitigni autoctoni e i loro preziosi frutti.
Questo vino in particolare, custodisce il racconto di una scommessa familiare, ma anche la storia vera di una comunità semplice, quella dei nostri borghi, e di un paesaggio umano ormai scomparso.
Da questo punto di vista, Podere 769 rappresenta un paradigma che accomuna la storia dei suoi abitanti a quella di Cantina Santa Maria: due esempi concreti di resilienza e attaccamento alla terra, concepiti per gettare il seme della sua valorizzazione.
L’eroicità di questi contadini, famiglie di pionieri in lotta per guadagnarsi un posto nella nuova società pontina, ci ricorda da vicino la tenacia dimostrata dall’Azienda nell’affrontare questa nuova sfida: adottare una metodologia di produzione antica come la rifermentazione naturale in bottiglia (Col Fondo), per non snaturare questo Merlot grezzo, schietto e sincero.
La resilienza comune a queste scelte nette e coraggiose è ben rappresentata fin dalla scelta del nome di questa nuova etichetta.
Podere 769 è un vino che parla della sua comunità, oltre ad essere il modo più onesto e diretto per fare conoscere un territorio.
Racconta la storia vera di una famiglia veneta e della sua difficile scommessa per cui nel ‘33 decide di emigrare in questo Podere, nel tentativo di sovvertire la sua sorte.
È la testimonianza di due generazioni, dalla partenza da Paderno del Grappa (Treviso), il paese del pedemontano sfregiato dalla Grande Guerra, all’arrivo al podere 769 di Borgo Bainsizza (Littoria, oggi Latina).
La dimensione artigianale e la volontà di rispettare il territorio circostante, hanno portato la Cantina ad adottare un sistema di produzione antico, come il metodo col fondo, per raccontare una storia di redenzione che può essere da esempio anche per il futuro.
Da qui nasce l’idea di identificare questo rosato frizzante ad un simbolo dimenticato della bonifica pontina.
Un’identità travagliata e tortuosa, come la trama scelta per la texture dell’etichetta che esplode nel dualismo tra la fertilità del sangue versato e la dinamicità delle onde marine.
Un esempio di tradizione ed attaccamento che ha permesso di produrre un vino, schietto, sincero e nostalgicamente moderno.
Il ‘podere 769’ oggi non esiste più, i luoghi hanno subito notevoli trasformazioni, la “soave cadenza veneta” non si sente quasi più, ma da noi il vino si fa ancora come una volta.