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Dove avviene la maturazione del vino?

Dove avviene la maturazione del vino?

La qualità del vino dipende in larga misura dal contenitore scelto per la sua maturazione, non bastano un buon vitigno, una corretta fermentazione e un’annata particolarmente positiva per fare un buon vino.

In questo articolo vi sveleremo quando e soprattutto dove avviene questo passaggio fondamentale per ottenere un vino con qualità organolettiche più ricche e complesse.

 

Quando avviene la maturazione del vino?

 

La maturazione del vino rappresenta un passaggio cruciale che avviene fra la fermentazione alcolica e l’imbottigliamento.

Questo passaggio è fondamentale per trasformare un vino “giovane”, acerbo e spigoloso nel gusto, in un vino “maturo” e sicuramente pronto dal punto di vista organolettico.

Per assicurare al vino un ideale ciclo biologico è fondamentale che questo processo, definito genericamente “maturazione”, avvenga con cura, seguendo specifiche accortezze in base al tipo di uva, alla tecnica di vinificazione e il tipo di vino che si vuole ottenere.

La maturazione del vino, detta anche invecchiamento, è il risultato di una serie di fenomeni che avviene prima del suo imbottigliamento, in recipienti inerti o in botti di legno.

Questo delicato processo, in genere, è il risultato di una serie di fenomeni complessi che avvengono nel tempo e nel quale l’ossigeno svolge un ruolo di primaria importanza.

Ogni vino è diverso dall’altro perciò, nonostante il tipo di recipiente più comunemente associato alla maturazione è la botte in legno, occorre selezionare il tipo di contenitore in base al risultato che si intende ottenere.

Attualmente acciaio, cemento, legno e terracotta rappresentano i quattro principali materiali usati per la vinificazione e l’affinamento di tutti i vini del mondo.

 

 

I materiali della maturazione del vino

 

I diversi materiali scelti per l’invecchiamento possono essere sintetizzati in due grossi gruppi: quello dei legni e quello dei materiali inerti (che non generano reazioni chimiche al contatto con altri materiali).

Il materiale in cui viene maturato il vino ha su di esso una grande influenza, così come l’ossigeno. Per questo motivo la scelta del tipo di recipiente da utilizzare per l’invecchiamento diventa fondamentale per l’enologo.

Le opzioni per stoccare il vino durante le fasi di maturazione sono numerose e ciascuna ha dei pregi e dei difetti.

Come detto, la scelta finale varia a seconda delle caratteristiche che l’enologo intende conferire al vino in produzione.

La scelta del materiale dipende comunque da alcune caratteristiche fondamentali: i vasi vinari non devono creare o rilasciare sostanze che possano essere nocive al contatto con il vino e devono potersi pulire con facilità.

 

Contenitori del vino: la lista completa

 

  • Vasi vinari in acciaio: l’acciaio inox è un materiale chimicamente inerte con un’ottima conducibilità termica. Tali caratteristiche lo rendono perfettamente idoneo alla fermentazione. Questo ambiente sterile risulta particolarmente adatto per l’affinamento e la presa di spuma di vini bianchi e vini spumanti caratterizzati da freschezza e acidità.
  • Vasi vinari in vetroresina: la resina è un materiale inerte composto da fibre di vetro di rinforzo e poliestere. Questi contenitori sono particolarmente apprezzati per la loro versatilità: resistenti e di facile utilizzo, possono essere realizzati in diverse forme e raggiungere grandi dimensioni di stoccaggio.
  • Vasi vinari in cemento armato: il cemento armato è un vaso vinario intermedio, tra il legno e l’acciaio. Se opportunamente rivestito con resine atossiche, non rilascia alcun sentore, permettendo così una naturale evoluzione del vino, contribuendo a mantenere integre le sue caratteristiche sensoriali più positive. La sua elevata coibenza e la sua versatilità lo rendono una scelta ancora valida sia in fase di fermentazione che per lo stoccaggio che precede l’imbottigliamento.
  • Vasi vinari in plastica: sono realizzati generalmente in polietilene ad alta densità permeabile ai gas. Questi materiali diffondono l’ossigeno atmosferico nel vino similmente a quanto accade nelle tradizionali botti di legno. Tra i principali vantaggi nell’adozione dei serbatoi in polietilene, si segnalano la minore richiesta di manodopera, la ridotta perdita in volume del vino, una maggiore igiene, una più facile pulizia e un buon controllo sulla maturazione del vino.
  • Recipienti in legno: costituiti da doghe di legno abilmente bloccate tra loro, vengono realizzati prevalentemente in legno di rovere, in alternativa castagno, acacia e ciliegio. Sono divisi in due categorie: i tini e le botti. Il tino è il classico recipiente nel quale si immette il mosto affinché subisca la fermentazione alcolica, mentre la botte è il tipico contenitore utilizzato per l’affinamento, la conservazione e l’invecchiamento del vino. Questi recipienti sono particolarmente apprezzati perché non isolano completamente il vino dal mondo esterno, ma lasciano che si realizzi uno scambio di ossigeno tra vino e aria che risulta estremamente importante per migliorare le qualità del vino.
  • Vasi vinari in vetro: vengono utilizzati prevalentemente come bottiglie, ma anche come deposito e per il trasporto sotto forma di damigiane.

 

Contattaci per conoscere i nostri metodi di maturazione

 

 

 

 

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