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Come abbinare il vino al cibo

Quattro consigli per fare centro al primo colpo

L’abbinamento vino-cibo è una di quelle cose che appassiona gli italiani e li divide, un po’ come un derby in campionato.

Dai più tradizionalisti agli amanti della cucina fusion, alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non si è sentito sommelier per una notte.

Eppure, trovare l’abbinamento ideale non è così semplice come si crede.

In questo articolo cercheremo di darvi qualche consiglio per fare centro al primo colpo.

 

Quattro consigli per fare centro al primo colpo:

 

Partiamo dalla tradizione

 

Non si diventa dei provetti sommelier da un giorno all’altro.

Ci vuole pazienza e tanta gavetta.

Perciò è buona regola partire dalla tradizione.

La tradizione enogastronomica italiana da questo punto di vista offre molti spunti: esistono dei must che possono aiutarvi a scegliere il miglior vino da abbinare al cibo che avete scelto di mangiare.

Ecco alcuni esempi:

Primi piatti della tradizione laziale, ad esempio, come la carbonara, la cacio e pepe, la gricia o l’amatriciana prediligono un vino bianco secco mediamente strutturato.

Secondi importanti come spezzatini, arrosti, selvaggina e formaggi stagionati si esaltano con un rosso più strutturato.

Infine i dolci: se preferite la pasticceria secca potete optare per un vino passito, mentre se preferite creme o lievitati potete provare una bollicina dolce o addirittura un bianco frizzante come il nostro Terre D’Astura frizzante.

 

Alterniamo in base alla stagionalità

La stagionalità è uno dei principi base su cui si sviluppa la cultura enogastronomica italiana.

Perciò è buona regola rispettare questa alternanza anche quando si parla di abbinamenti vino-cibo.

Cosa c’è di meglio di accompagnare piatti leggeri in estate, magari a base di pesce, con un bianco fresco e fruttato, un vino rosato o una bollicina?

Viceversa in inverno, con un piatto caldo e confortante, come può essere un bollito, o uno stracotto, conviene abbinare un vino rosso più complesso e corposo.

 

Rispettiamo l’equilibrio

Uno dei principi base dell’abbinamento vino-cibo è il rispetto dell’equilibrio: per creare armonia di gusto è buona regola bilanciare la struttura del vino alla complessità del piatto.

Pietanze delicate e semplici, con cotture “leggere” come il vapore, richiedono vini poco aromatici e poco strutturati. Se invece volete accompagnare preparazioni elaborate, speziate o più succulenti, via libera a vini più corposi, sia bianchi che rossi a seconda che si tratta di pesce o carne.

 

Creiamo il giusto contrasto

Per ottenere un abbinamento centrato, a volte, occorre creare il giusto contrasto.

Contrastare in questo caso significa far corrispondere a ogni caratteristica del cibo una caratteristica opposta nel vino.

L’abbinamento per contrapposizione può regalare grandi soddisfazioni, purché non ci si dimentichi che nessuno dei due elementi deve sovrastare l’altro.

Alcuni esempi di abbinamento per contrasto: i formaggi stagionati come il Parmigiano Reggiano richiedono vini morbidi, in grado di supportare la sapidità, e alcolici, che asciugano la cavità orale dai succhi che si sono formati.

Gli ingredienti più grassi, invece, come possono essere i fritti o le preparazioni sostanziose, richiedono vini con una buona acidità o effervescenza in grado, appunto, di “sgrassare” la bocca. Al contrario un piatto speziato, acido o piccante, andrà bilanciato con un vino dalle sensazioni più morbide e fruttate.

 

 

 

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