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	<title>vino &#8211; Cantina Santa Maria</title>
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	<description>Azienda vinicola Latina</description>
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		<title>Come conservare il vino in estate</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/come-conservare-il-vino-in-estate-2/</link>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2021 09:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come conservare il vino in estate, senza alterarlo? &#160; Il caldo è sicuramente uno dei principali nemici del vino. Per questo motivo occorre prestare particolare attenzione<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Come conservare il vino in estate, senza alterarlo?</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il caldo è sicuramente uno dei principali nemici del vino. Per questo motivo occorre prestare particolare attenzione alla conservazione delle bottiglie per non comprometterne il loro prezioso contenuto.</p>
<p>In questa breve guida vi forniremo alcuni accorgimenti per conservare al meglio il vino in estate, senza una vera e propria cantina a disposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Come conservare il vino in estate</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Attenzione agli sbalzi di temperatura</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>La temperatura di conservazione delle bottiglie deve essere quanto più possibile costante. Gli sbalzi di temperatura rischiano, infatti, di compromettere la maturazione e la qualità del vino.</p>
<p>Se non si ha una cantina sotterranea, bisogna assicurarsi di riporre le bottiglie in un luogo fresco con una temperatura compresa tra i 10°C e i 18°C.</p>
<p>Bisogna assolutamente evitare di riporre le bottiglie vicino a fonti di calore e in stanze come il sottotetto o la cucina: in questi ambienti gli sbalzi di temperatura sono più frequenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>La giusta umidità dell’aria è importante</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’umidità è un fattore importante per la conservazione del vino.</p>
<p>L’ideale sarebbe un ambiente dove il tasso di umidità rasenti l’80%. Con valori inferiori al 60%, infatti, l’aria diventa eccessivamente asciutta e c’è il rischio che i turaccioli si asciughino e diventino permeabili, causando un’evaporazione più rapida.</p>
<p>Attenzione a non esagerare però: un ambiente con umidità superiore all’85 % invece, rischia di far sviluppare le muffe sui tappi!</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Attenzione agli odori forti </strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ebbene sì, i nostri amati vini non amano particolarmente gli odori forti.</p>
<p>Da questo punto di vista anche le famigerate cantine di una volta, quelle dove i nostri nonni conservavano salumi e formaggi per intenderci, non sono di certo il luogo ideale dove conservare il vino. Ciò dipende dal fatto che i vini assorbono gli odori e rischiano di perdere i loro peculiari profumi e sapori.</p>
<p>Al contrario, l’ambiente in cui conservare le bottiglie di vino deve essere silenzioso ma soprattutto ben aerato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Evitare fonti di luce diretta</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il vino non ama le fonti di luce diretta.</p>
<p>La luce del sole, così come quella di lampade artificiali, può, infatti, innescare processi di ossidazione e alterare le qualità organolettiche del vino.</p>
<p>La soluzione ideale è un ambiente buio o con una luce soffusa.</p>
<p>In alternativa è possibile conservare il vino nelle apposite scatole in legno o cartone, avendo comunque l’accortezza di riporle lontano da fonti di luce diretta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Riporre le bottiglie in posizione orizzontale</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Una volta individuato il luogo con le caratteristiche migliori per la conservazione occorre prestare attenzione alla posizione in cui riporre le bottiglie.</p>
<p>Per far durare più a lungo una bottiglia di vino chiusa occorre riporla in posizione orizzontale o leggermente inclinata.</p>
<p>Quest’accortezza è fondamentale per le bottiglie dotate di tappi di sughero: in questo modo il tappo di sughero rimane umido e ben aderente al collo della bottiglia senza rischiare di far ossidare il vino.</p>
<p>Discorso diverso se il tappo è sintetico o a vite, in questo caso non c’è alcun rischio di ossidazione e quindi il vino può essere riposto tranquillamente in posizione verticale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È avanzato del vino nella bottiglia che avete appena aperto?</p>
<p>Niente panico, scoprite quanto tempo si conserva una bottiglia di vino aperto nel nostro <a href="https://cantinasantamaria.it/quanto-si-conserva-una-bottiglia-di-vino-aperta/">articolo</a>!</p>
<h1 class="entry-title"></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>10 miti sul vino e come sfatarli</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/10-miti-sul-vino-e-come-sfatarli/</link>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 08:09:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<category><![CDATA[decanter]]></category>
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		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[I miti esistono ancora oggi, ma è arrivato il momento di iniziare a sfatarli. Breve guida per iniziare a bere bene. I gusti sono così soggettivi<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>I miti esistono ancora oggi, ma è arrivato il momento di iniziare a sfatarli.</h2>
<h4><strong><em>Breve guida per iniziare a bere bene.</em></strong></h4>
<p>I gusti sono così soggettivi che stabilire in maniera univoca quale sia il miglior abbinamento cibo vino o quale sia l’etichetta più buona, è pressoché impossibile.</p>
<p>Nonostante ciò, è possibile iniziare a sfatare alcuni miti, piuttosto radicati.</p>
<p>Andare oltre i soliti abbinamenti vino cibo, ad esempio, è quantomeno auspicabile se si vuole realmente imparare a bere bene.</p>
<p>Ma come possiamo iniziare ad allargare gli orizzonti se la stragrande parte degli italiani, ad esempio, non riesce ancora a superare la dicotomia vino rosso uguale carne e vino bianco uguale pesce?</p>
<p>Bene, non vogliamo affermare che queste tradizioni popolari siano scorrette in partenza ma, evidentemente, riducono il campo della soddisfazione oggettiva.</p>
<p>Quindi, se vogliamo davvero imparare a degustare il vino, è ora di iniziare ad ascoltare qualche consiglio in più, per non rimanere ancorati a tradizioni, prevenzioni e mode più o meno radicate nel nostro immaginario.</p>
<p>Se è vero che le mode la fanno sempre da padrona, c&#8217;è una massima di <em>G. Veronelli </em>che esprime alla perfezione l’urgenza di uscire dalle rotte abituali per imparare davvero a degustare il vino: <em>«La vita è troppo breve per bere vini cattivi».<br />
</em></p>
<p>Perciò, se avete voglia di esplorare davvero il mondo del vino, vi consigliamo di leggere questa breve guida per evitare di incappare negli errori più comuni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>10 miti sul vino e come sfatarli</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<h4><strong>Il vino si abbina solo per armonia</strong></h4>
<p><strong> Falso!<br />
</strong>I principi dell’armonia, ai quali occorre richiamarsi nell&#8217;accostamento di un cibo a un vino, si ottengono sia per uniformità qualitativa sia per abbinamenti di completamento o di contrasto.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<h4><strong>Il moscato si abbina solo al dolce</strong></h4>
<p><strong> Il moscato è un’eccellenza italiana coltivata e prodotta in quasi tutte le regioni.</strong><br />
Eppure la sua diffusione è spesso contrastata da un vecchio pregiudizio: quello di essere considerato e apprezzato solo come spumante da dessert. In realtà il moscato, sia secco sia vivace, è ottimo anche come aperitivo, in accompagnamento a salumi e formaggi. Da provare anche in abbinamento a molluschi e crostacei.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li style="text-align: left;">
<h4><strong>Con il pesce si beve solo il vino bianco<br />
</strong></h4>
<p><strong>È ora di sfatare definitivamente questo falso mito.</strong><br />
Per abbinare il pesce con il vino in maniera corretta, come per ogni alimento, occorre valutare il livello di grassezza e aromaticità del piatto che stiamo per consumare. Va da se che un vino rosso poco tannico può essere molto armonico con un pesce grasso, come ad esempio anguille, cernie o una zuppa mista di pesce, mentre le carni bianche poco grasse come spigole, merluzzi, orate e pesce azzurro si abbinano meglio alla minerale leggerezza di un bianco.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<h4><strong>Il rosso va servito solo a temperatura ambiente</strong></h4>
<p><strong> In questo caso più di un falso mito, si tratta di un equivoco:</strong> con temperatura ambiente in genere ci si riferisce alla temperatura media di 15-17° C. Chiaramente questa temperatura costante si può mantenere solo in una cantina, perciò via libera, soprattutto in estate, a cantinette refrigerate e frigorifero per non far superare ai vini la temperatura di 20°, sopra la quale si rischia di pregiudicare la qualità del vino. Mi raccomando, non esagerate con il freddo: rischierete di alterare profumi e aromi tipici.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<h4><strong>Il bianco va servito solo freddo<br />
</strong></h4>
<p>Succede troppo spesso che i bianchi vengono serviti troppo freddi.<br />
Ciò va bene solo per i vini mediocri, perché <strong>la temperatura bassa tende a nascondere i difetti del vino.</strong><br />
Ma, se volete gustare un buon bianco, evitate la temperatura troppo fredda perché rischiate di compromettere le sue caratteristiche: per evitare scherzi tiratela fuori dal frigo una mezz’oretta prima di aprirla.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<h4><strong>Il vino si giudica dall’annata<br />
</strong></h4>
<p><strong>Anche in questo caso la verità sta nel mezzo.</strong><br />
Non fissatevi con le annate considerate di “grazia” dagli intenditori.<br />
Un conto è se volete comprare una bottiglia di valore, mentre se volete semplicemente bere bene, non sempre è meglio comprare bottiglie delle annate migliori.<strong><br />
</strong>Ciò accade perché per ottenere il meglio da queste bottiglie, bisogna anche saper aspettare il tempo giusto.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<h4><strong>Il decanter è inutile<br />
</strong></h4>
<p>Questa è una di quelle mode recenti che proprio non hanno senso.<br />
<strong>Il decanter è uno strumento prezioso per degustare un vino al meglio, bisogna semplicemente saperlo utilizzare.</strong><br />
La decantazione è un&#8217;operazione necessaria nei vini rossi che hanno subito un lungo affinamento, ma non solo.<br />
Il decanter è lo strumento ideale per una perfetta ossigenazione del vino e per permettere ai suoi profumi di esprimersi al meglio.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<h4><strong>Alcuni abbinamenti sono impossibili<br />
</strong></h4>
<p>L’abbinamento vino-cibo è uno dei più complessi del mondo enogastronomico perché legato ai gusti e alla soggettività di ognuno di noi.<br />
Ma se c’è una cosa che va chiarita, è che <strong>non esistono abbinamenti impossibili.</strong><br />
Persino il temutissimo carciofo può essere domato: basta trovare il vino giusto. Provate con un bianco secco, profumato e con un bel bouquet vivace, fruttato e aromatico.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<h4><strong>Il formaggio si abbina solo con il vino rosso</strong></h4>
<p>Partiamo dal presupposto che non tutti i vini vanno bene con i formaggi: la chiave sta nell’intensità di sapori.<br />
<strong>Perciò è scorretto dire che il formaggio sta bene solo con i vini rossi.</strong><br />
Ad esempio: se il formaggio è molto stagionato, sicuramente è meglio un rosso molto strutturato, ma se in tavola portiamo una selezione di formaggi freschi e delicati il vino adatto sarà un bianco leggero e profumato.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>
<h4><strong>Il vino fa bene<br />
</strong></h4>
<p>Ora che abbiamo appurato che nel mondo del vino non esistono certezze assolute, vogliamo chiudere con il più classico dei dubbi.<br />
In questo caso però la risposta non ve la diamo poiché, una definitiva, per ora non è stata fornita nemmeno dagli scienziati.<br />
Preferiamo terminare con una nota positiva, che mai come ora ci sembra pertinente: secondo numerosi studi psicologici un bicchiere di vino è un fenomenale alimentatore di positività e di ottimismo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Perciò cosa c’è di meglio di bere un bel bicchiere di vino, soprattutto in una fase così delicata?</em></p>
<p><em>Niente!</em></p>
<p>L’importante, come sempre, è la moderazione e imparare a distinguere il bere bene dal bere secondo le convenzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Etichetta: cosa significano le denominazioni IGT, DOC e DOCG?</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/denominazioni-igt-doc-e-docg/</link>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 11:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Etichetta]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[L’etichetta del vino, per i consumatori più attenti, è un’autentica carta d’identità che contiene informazioni necessarie e fondamentali per valutare al meglio il prodotto in esame.<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’etichetta del vino, per i consumatori più attenti, è un’autentica carta d’identità che contiene informazioni necessarie e fondamentali per valutare al meglio il prodotto in esame.</p>
<p>Per riconoscere un buon vino dalla bottiglia è molto importante conoscere la terminologia e le sigle utilizzate in etichetta.<br />
Le diverse denominazioni del vino forniscono una serie d’informazioni utili per comprendere meglio la provenienza e, soprattutto, la qualità di un vino.</p>
<p>Ciò è dovuto al fatto che, stando alle norme europee in vigore, il consumatore di vino ha il diritto di conoscere la provenienza del vino che intende consumare.</p>
<p>Il vino, come altri prodotti agroalimentari infatti, è soggetto a una serie di leggi, norme e regolamenti che tutelano il consumatore e lo informano sulla provenienza e la metodologia di produzione.</p>
<p>Queste informazioni devono essere ben visibili sull’etichetta.</p>
<p>DOC, IGT e DOCG, perciò, sono sigle che identificano vini con alte caratteristiche qualitative, indicando la provenienza delle bottiglie da filiere controllate.<br />
Ma siamo sicuri di conoscere bene queste denominazioni?</p>
<p>In questo articolo vi forniremo alcune informazioni utili per comprendere al meglio il loro significato ed essere certi del vino che acquistate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Denominazioni di Origine dei vini </strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Europa la produzione e la classificazione dei vini è disciplinata da appositi regolamenti comunitari e dalle relative norme nazionali applicative.<br />
Nel corso degli ultimi anni la legislazione si è aggiornata con l&#8217;emanazione della nuova OCM &#8220;Vino&#8221;: il riferimento principale è il REGOLAMENTO (CE) n. 479/2008 &#8211; EUR-Lex relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, che modifica i regolamenti (CE) n. 1493/ 1999, (CE) n. 1782/2003, (CE) n. 1290/2005 e (CE) n. 3/2008 e abroga i regolamenti (CEE) n. 2392/86 e (CE) n. 1493/1999.</p>
<p>Per quanto riguarda le denominazioni di origine protette (DOP) e le indicazioni geografiche protette (IGP), le menzioni tradizionali, dividevano i vini in due grandi categorie: Vini da tavola e Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate (VQPRD).</p>
<p>L’attuale quadro normativo, in vigore dal 1º agosto 2009, ha sostituito la vecchia normativa introducendo una sostanziale novità.</p>
<p>Ora la distinzione regolamentare è tra Vino a Origine Geografica e Vino senza Origine Geografica.</p>
<p>I primi (DOC, DOCG e IGT) sono quelli che possiedono un legame territoriale e un disciplinare; i secondi non hanno né legame territoriale né disciplinare di produzione (in sostanza, sono quelli precedentemente definiti &#8220;vini da tavola&#8221;).<br />
Un&#8217;altra sostanziale novità è che i controlli, come per tutti gli altri prodotti agroalimentari DOP e IGP, non sono più affidati ai Consorzi di Tutela ma agli Enti di Certificazione accreditati. In pratica, l&#8217;ottenimento e mantenimento delle DOCG, DOC e IGT sono a tutti gli effetti certificazione di prodotto obbligatoria (ovviamente per chi vi aderisce, potendo comunque produrre vino generico e quindi svincolarsi dai disciplinari e dalle leggi sui vini a denominazione/indicazione). Chiaramente, anche la regolamentazione per la designazione e l&#8217;etichettatura è stata aggiornata (Reg. Ce 607/2009).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Piramide geo-qualitativa dei vini </strong></h4>
<p>La suddivisione ufficiale (Reg. Ce n. 1234/2007) distingue (in ordine crescente di specificità):</p>
<ul>
<li><em>Vino (ex &#8220;da tavola&#8221;);</em></li>
<li><em>Vino Varietale;</em></li>
<li><em>Vino a Indicazione Geografica Protetta IGP;</em></li>
<li><em>Vino a Denominazione di Origine Protetta DOP;</em></li>
<li><em>Vino a Denominazione di Origine Protetta DOP con indicazione della sottozona o della menzione geografica aggiuntiva.</em></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Quindi è sbagliato continuare a parlare di DOCG, DOC, IGT e vini da tavola?</em> </strong><br />
Assolutamente no, in quanto l’Italia, in qualità di Stato Membro della Comunità Europea, può continuare a utilizzare le proprie classificazioni tradizionali riferite alle Denominazioni di Origine e Indicazioni Geograﬁche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Che cosa significano le sigle: IGT, DOC e DOCG</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prendendo come riferimento la “piramide dei vini italiani” , le differenze sono le seguenti.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-636" src="https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2021/03/piramide_vino-min-1024x407.jpg" alt="La piramide dei vini in Italia: prima e dopo il 2010" width="1024" height="407" srcset="https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2021/03/piramide_vino-min-1024x407.jpg 1024w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2021/03/piramide_vino-min-300x119.jpg 300w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2021/03/piramide_vino-min-768x305.jpg 768w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2021/03/piramide_vino-min-260x103.jpg 260w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2021/03/piramide_vino-min-50x20.jpg 50w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2021/03/piramide_vino-min-150x60.jpg 150w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2021/03/piramide_vino-min-600x238.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<h4></h4>
<h4><strong>Vini da tavola</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla base della piramide troviamo i “vini da tavola” o vini generici.<br />
I vini da tavola sono prodotti senza alcun riferimento geografico.<br />
Non ci sono regole per la varietà di uve utilizzate, le quali possono provenire anche da differenti zone geografiche.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Vini IGT (Indicazione Geograﬁca Tipica)</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>I vini IGT o IGP sono caratterizzati dall’indicazione geografica di provenienza, del vitigno base e dall’annata di vendemmia. La particolarità, come il nome stesso fa già intuire, è che le uve devono essere raccolte per almeno l’85% dalla zona geografica di cui portano il nome.<br />
Oltre a questi elementi, devono essere rispettati alcuni parametri indicati all’interno dei disciplinari:</p>
<ul>
<li>Resa massima delle uve per ettaro</li>
<li>Resa di trasformazione delle uve in vino</li>
<li>Gradazione alcolometrica minima naturale</li>
<li>Vitigni di origine permessi</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo riconoscimento in genere viene assegnato a vini provenienti da aree di produzione generalmente ampie e con disciplinare produttivo poco restrittivo. L&#8217;indicazione può essere accompagnata da altre menzioni, come quella del vitigno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Vini DOC (Denominazione di Origine Controllata)</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>I vini DOC o DOP sono prodotti in una zona geografica ben precisa e devono rispondere a chiare caratteristiche chimiche ed organolettiche, fissate all’interno dei disciplinari. Il disciplinare prevede inoltre le tipologie di vino che è possibile produrre, i quantitativi di uva che si possono ottenere per ogni ettaro, le varietà che è possibile utilizzare, la gradazione alcolometrica naturale minima, il tipo e la durata di un eventuale invecchiamento.</p>
<p>I controlli per questa tipologia di vino sono, come per gli IGT, di tipo chimico ma, in aggiunta a questi, vi è anche l’analisi organolettica.<br />
Il marchio DOC viene attribuito ai vini prodotti in zone delimitate, di solito di piccole e medie dimensioni, con indicazione del loro nome geografico. Di norma il nome del vitigno segue quello della DOC e la disciplina di produzione è piuttosto rigida (Legge 164/92).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Vini DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Al vertice della piramide troviamo i vini DOCG. Le regole imposte da parte dei disciplinari sono più rigide rispetto ai vini DOC ed in questo caso le fascette che chiudono la capsula termorestringente del vino sono dotate di un codice univoco di contrassegno, rilasciato da parte dello Stato che dà la garanzia dell&#8217;origine e della qualità e consente di numerare le bottiglie.</p>
<p>Questo riconoscimento è sottoposto a controlli rigidissimi, ed in genere viene attribuito esclusivamente ai vini DOC di particolare pregio qualitativo e di notorietà nazionale e internazionale.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Con che vino brindare alla primavera?</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/con-che-vino-brindare-alla-primavera/</link>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 08:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l’arrivo della primavera le giornate si allungano e cresce in noi l’esigenza di condividere con amici e parenti momenti di convivialità, come cene e aperitivi<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’arrivo della primavera le giornate si allungano e cresce in noi l’esigenza di condividere con amici e parenti momenti di convivialità, come<strong> cene e aperitivi all’aperto</strong>.</p>
<p>In queste occasioni di solito c’è solo un dubbio: meglio un vino bianco, un rosso leggero, oppure una bollicina?</p>
<p>Purtroppo però, in questo “tempo sospeso”, dove tutto è fermo, ma la testa va a mille a causa della pandemia da Covid-19, occorre tenere in considerazione diverse variabili.</p>
<h4><strong>Come brindare alla primavera?</strong></h4>
<p>Per evitare di restare chiusi in casa in attesa di tempi migliori, vi consigliamo di iniziare a valutare soluzioni alternative.</p>
<p>Non vogliamo essere pessimisti ma, nel dubbio, preferiamo armarci di fantasia per arrivare preparati all’imminente appuntamento con la primavera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco qualche consiglio per iniziare al meglio la nuova stagione:</p>
<ul>
<li>Non rinunciare alla socialità</li>
<li>Se non puoi uscire la sera, organizza un aperitivo Social, basta avere la possibilità di effettuare una videochiamata</li>
<li>Scegli con cura la compagnia</li>
<li>Scegli il vino giusto</li>
<li>Abbinalo a prodotti di stagione</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo piccolo kit di sopravvivenza ci serve per brindare alla primavera, anche se non siamo ancora pronti per tornare a cena fuori!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Con che vino brindare alla primavera?</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora che abbiamo già pronto un piano B, non perdiamoci in chiacchiere e pensiamo subito a quale vino scegliere per questo importante appuntamento.</p>
<p><em><strong>Abbiamo scelto 3 vini che per noi meglio rappresentano questo periodo dell’anno.</strong></em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>I vini per brindare alla primavera</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partiamo da un bianco leggero e frizzante come la prima brezza primaverile:</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><a href="https://cantinasantamaria.it/terre-dastura-frizzante/"><strong>TERRE D&#8217;ASTURA FRIZZANTE</strong></a></h4>
<p><strong>Bianco</strong></p>
<p>I profumi e le note fruttate della malvasia abbracciano le caratteristiche del bellone in un connubio di equilibrio e freschezza, per generare un vino da accompagnamento a tutto pasto. La salinità, data dalla vicinanza del mare e dai terreni arsi e minerali, ed il perlage fine conferiscono alla bevuta una leggerezza in grado di esaltare ogni piatto proposto in abbinamento, dall&#8217;aperitivo al pesce, dal primo ad un secondo di carne.<br />
Per brindare alla primavera ti consigliamo questo abbinamento: provate con dei carciofi fritti.<br />
La versatilità di questo vino vi stupirà, superando indenne anche l’abbinamento con il temutissimo carciofo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora diamo spazio ad un rosé dal carattere schietto e sincero:</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><a href="https://cantinasantamaria.it/ristorazione/podere-769/"><strong>PODERE 769</strong></a></h4>
<p><strong>Rosato</strong></p>
<p>Vino rosato frizzante col fondo, ottenuto con il tradizionale e antico metodo della fermentazione in bottiglia “col fondo”.</p>
<p>Equilibrato, di media struttura, di buona acidità e di medio-bassa tannicità.<br />
Al palato presenta aromi floreali tipici dei rosati. Al gusto è piacevolmente equilibrato e moderatamente fruttato.</p>
<p>Permette un ampio spettro di abbinamenti, dai salumi ai formaggi freschi: per l’appuntamento con la primavera vi consigliamo di provarlo con delle tartine a base di crostacei, salmone e erbe aromatiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per concludere scegliamo un vino rosso elegante e fresco:</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><a href="https://cantinasantamaria.it/dettaglio/terra-redenta/"><strong>TERRA REDENTA</strong></a></h4>
<p><strong>Rosso</strong></p>
<p>Vino di colore rosso rubino brillante, dal profumo intenso, persistente e immediato. In bocca ben strutturato, giustamente tannico e con buona persistenza aromatica tipica dei vitigni classici bordolesi, Merlot e Cabernet Sauvignon. L&#8217;affinamento in cemento lo rende un vino molto elegante, con spiccate doti di pienezza, di gusto, aromi raffinati e una gradevole freschezza al palato.</p>
<p>Si abbina gradevolmente a diverse pietanze, dai primi piatti ai salumi, ma si esalta con un tipico abbinamento stagionale: le fave con il pecorino fresco.<br />
Provare per credere!</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Quanto si conserva una bottiglia di vino aperta?</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/quanto-si-conserva-una-bottiglia-di-vino-aperta/</link>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 08:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[bag in box]]></category>
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		<category><![CDATA[temperatura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vino, a differenza di molti altri prodotti in commercio, non ha una data di scadenza certa tanto che la legge non prevede l&#8217;obbligo di indicarla<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il vino, a differenza di molti altri prodotti in commercio, non ha una data di scadenza certa tanto che la legge non prevede l&#8217;obbligo di indicarla sull&#8217;etichetta. Ma quanto si conserva una bottiglia di vino una volta aperta?</em></p>
<p>Vediamo insieme quanto si conserva il vino una volta aperto e se esistono metodi e accortezze valide per preservare le caratteristiche organolettiche del vino aperto il più a lungo possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Quanto si conserva il vino aperto?</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bere un bicchiere di vino ci mette di buon umore, ci fa compagnia e, in generale, migliora la qualità di un pranzo o di una cena. Non sempre, però, è giusto o possibile finire l’intera bottiglia.</p>
<p>Per questo capita spesso di aprire un buon vino durante il pasto e di riporlo in frigorifero o in cantina.</p>
<p>Ma quanto tempo si conserva una bottiglia di vino una volta aperta? E ancora: da cosa dipendono i suoi tempi di conservazione?</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Scopriamolo insieme in questa breve guida. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Perché è importante conservare bene il vino</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il vino, una volta aperto, deve essere conservato correttamente perché inizia ad ossidarsi nel momento stesso in cui entra in contatto con l’ossigeno.</p>
<p>L’aria stimola i tannini nel vino, attivando il processo d’ossidazione che permette l&#8217;apertura del bouquet di aromi e sentori del vino.<br />
Questo processo è inarrestabile e alla lunga causa il deperimento delle qualità organolettiche del vino, trasformandolo in acido acetico, da cui il caratteristico sentore di aceto.<br />
Per rallentare questo processo, e gustare il vino il più a lungo possibile, occorre qualche piccola accortezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Come conservare una bottiglia di vino aperta</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Per conservare una bottiglia di vino aperta mantenendo inalterate il più a lungo possibile le sue proprietà e le sue caratteristiche, esistono una serie di accorgimenti e soluzioni.</p>
<p>I tre fattori da tenere in maggiore considerazione sono: il tappo, la posizione e la temperatura di conservazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><strong>Tappo</strong></li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p>La prima e fondamentale accortezza, per impedire un eccessivo contatto tra aria e vino, è sicuramente quella di tapparlo correttamente.</p>
<p>Una soluzione immediata e semplice è quella di utilizzare il tappo originale.</p>
<p>Non sempre però è possibile compiere quest’operazione.</p>
<p>Esistono in commercio e nella sapienza popolare diverse soluzioni che ci vengono in soccorso per tappare il vino correttamente.</p>
<p>Quando il sughero si danneggia durante l’apertura ad esempio, è possibile avvolgere il sughero con della carta da forno per rafforzarne la tenuta ermetica.</p>
<p>In commercio ci sono specifici tappi universali in metallo che impediscono il contatto tra aria e liquido, preservando il vino per qualche giorno.<br />
Oppure esistono i tappi da vino per il sottovuoto, dotati di una valvola con annessa una piccola pompetta che aspira l’aria e crea il vuoto nella bottiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><strong> Posizione</strong></li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p>Vi consigliamo di conservare la bottiglia semivuota in posizione verticale, tappandola e tenendola in un luogo fresco, al riparo dall’aria e non illuminato. Quando non si dispone di un luogo così o di una cantina, il luogo migliore è il frigorifero.</p>
<p>La conservazione del vino dipende in larga parte dal livello di residuo di liquido rimasto nella bottiglia.</p>
<p>Più è alto il livello di vuoto, meno si conserva il vino.</p>
<p>Uno degli accorgimenti migliori a questo proposito è quello di sostituire il contenitore con uno più piccolo, adatto al livello di vino rimasto.</p>
<p>Con meno spazio per l‘ossigeno, l’ossidazione rallentata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="3">
<li><strong> Temperatura</strong></li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p>Per conservare più a lungo la bottiglia di vino aperta bisogna riporla nel luogo e nella posizione corretta, ma soprattutto ad una certa temperatura.</p>
<p>La prima cosa da evitare è l’esposizione diretta a fonti di luce o calore.</p>
<p>È opportuno riporre il vino in un luogo asciutto e buio: in cantina o frigorifero.</p>
<p>Le basse temperature rallentano il deperimento del vino.</p>
<p>Questa raccomandazione vale per qualsiasi vino soprattutto per quelli bianchi, spumanti e rosati da bere in poco tempo, ma vale anche per i vini rossi di qualsiasi tipo.</p>
<p>La temperatura di conservazione ideale è di 10-12°C per i vini bianchi e 12-15°C per i vini rossi.<br />
Che sia conservato in cantina o in frigorifero, le temperature non devono mai superare i 15-16°C.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Come cambiano i tempi di conservazione in base alla tipologia di vino?</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le varie tipologie di vino reagiscono in modo differente all’ossigenazione. Questo dipende principalmente dal livello di affinamento e dal loro grado alcolico.</p>
<p>Vediamo nel dettaglio come la tipologia del vino influisce sulla sua conservazione:</p>
<ul>
<li><strong>Vino bianco leggero, rosé e bianco dolce</strong>: da 5 a 7 giorni in frigorifero con tappo di sughero.</li>
<li><strong>Vino rosso</strong>: da 3 a 5 giorni in un luogo fresco e buio e con tappo di sughero.</li>
<li><strong>Vino bianco corposo: </strong>da 3 a 5 giorni in frigorifero con tappo di sughero.</li>
<li><strong>Il vino frizzante</strong>: i vini frizzanti (spumante, champagne, prosecco etc ) si conservano in media da 1 a 3 giorni in frigo, non di più, e la conservazione dipende in maniera determinante dall’apposito tappo ermetico per spumanti, che serve ad evitare la dissoluzione delle bollicine.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>La durata di un vino aperto può variare dal contenitore? </strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Certamente!</p>
<p>I moderni contenitori possono influire sulla conservazione del vino senza alterarne le caratteristiche organolettiche.</p>
<p>Come detto il vino in bottiglia aperto mantiene le sue caratteristiche da un minimo di due, a un massimo sette giorni, secondo il grado di affinamento, della percentuale di alcool che contiene e anche delle condizioni di luce e temperatura in cui viene conservato.</p>
<p>Il vino contenuto nell’innovativa tecnologia del <a href="https://cantinasantamaria.it/che-cose-una-bag-in-box/"><strong>Bag in Box</strong></a>, invece, si conserva per un tempo molto più lungo che va dalle quattro alle cinque settimane senza che la qualità diminuisca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Vino bianco in inverno?</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/vino-bianco-in-inverno/</link>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 07:58:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cenone]]></category>
		<category><![CDATA[Inverno]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché no! Quando arriva l’inverno, si sa, i vini rossi vanno per la maggiore ma guai a considerare il bianco fuori stagione Ci sono vini bianchi<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Perché no!</p>
<p><em>Quando arriva l’inverno, si sa, i vini rossi vanno per la maggiore ma guai a considerare il bianco fuori stagione</em></p>
<p>Ci sono vini bianchi che resistono alla grande alle insidie del freddo, perché hanno molto da dire con le ricette tipiche del periodo natalizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Il vino bianco e l’inverno</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tradizionalmente il vino bianco è associato all’estate, ma in realtà se bevuto a temperatura ambiente, è perfetto anche per le temperature rigide dell’inverno.</p>
<p>Ciò è dovuto alle proprietà organolettiche di questa bevanda: la caratteristica acidità si esalta particolarmente con le temperature più basse, comprese tra i 6 gradi per gli spumanti ed i 14 gradi per i bianchi più maturi.</p>
<p>L’importante, come al solito, è non esagerare.</p>
<p>Le temperature troppo basse fanno male alla salute e non solo: i profumi di un vino servito al di sotto dei 6 °C risulteranno praticamente impercettibili!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Il vino bianco e la cucina</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con l’arrivo dell’inverno cambiano anche le nostre abitudini culinarie.</p>
<p>Dai cibi freschi e leggeri della dieta estiva si passa a piatti di maggior struttura e complessità.</p>
<p>Persino chi ama la cucina di mare, finisce per preferire preparazioni più complesse e saporite come pesce al forno con patate e verdure di stagione, zuppe di pesce e brodetti.</p>
<p>Di conseguenza, se durante l’estate si prediligono i bianchi giovani e freschi, i mesi invernali diventano l’occasione per portare in tavola vini di maggior struttura e corpo, magari affinati in legno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Il vino bianco e le feste di Natale</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Quando si pensa al periodo delle feste è inevitabile partire dagli eventi più attesi: la cena della Vigilia, il pranzo di Natale e il cenone dell’ultimo dell’anno.</p>
<p>Indipendentemente dalla scelta dei menù, il primo consiglio è valido per tutti: un bel brindisi di benvenuto non si nega a nessuno!<br />
Come prima bottiglia da sorseggiare prima di sedersi a tavola, una buona idea può essere un ottimo spumante brut, come il nostro <strong>Santa Maria Metodo Classico</strong>.</p>
<p>Una volta rotti gli indugi poi, saranno i piatti e non la temperatura a guidare le vostre scelte.</p>
<p>Se scegliete un menu a base di pesce, quindi con antipasti a base di crostacei, molluschi o pesce affumicato, la soluzione potrebbe essere una bollicina leggermente abboccata come il nostro <a href="https://cantinasantamaria.it/ristorazione/santa-maria/"><strong>Santa Maria Metodo Martinotti</strong></a>.</p>
<p>Se proseguite con primi piatti e secondi a base di pesce potrete sbizzarrirvi con la ricchissima tradizione enogastronomica italiana.</p>
<p>In generale il criterio piatto complesso-vino profumato, piatto semplice-vino essenziale è un ottimo punto di partenza per abbinare il vino ai piatti che sceglierete di portare in tavola.</p>
<p>Quindi i piatti conditi e più ricchi richiameranno bottiglie di vino bianco dal bouquet più complesso, mentre i piatti più essenziali come il pesce alla griglia si abbineranno a vini bianchi delicati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Il nostro consiglio</strong></h4>
<p><strong> </strong></p>
<p>Per il menù della Vigilia vi consigliamo di provare il nostro <a href="https://cantinasantamaria.it/ristorazione/strada-del-passo/"><strong>Strada del Passo</strong> </a>in abbinamento ad un classico della tradizione come il baccalà, cucinato sia in umido sia fritto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Vino a Natale</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/vino-a-natale/</link>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 07:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[regalo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il regalo giusto al momento giusto Come ogni anno il Natale si avvicina e comincia a serpeggiare nell’aria quella tipica ansia da prestazione dettata dalla “fatale”<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><strong>Il regalo giusto al momento giusto</strong></h4>
<p>Come ogni anno il Natale si avvicina e comincia a serpeggiare nell’aria quella tipica ansia da prestazione dettata dalla “fatale” corsa al regalo.</p>
<p>Per evitare di trasformare quest’ansia in panico, ti consigliamo di agire d’anticipo e studiare la giusta strategia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Premesso che il regalo perfetto è un falso mito, tipo la storia che mangiare la pasta di notte non fa ingrassare, è pur vero che esistono dei regali giusti al momento giusto.</p>
<p>Uno di questi è sicuramente il vino!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Ti stai chiedendo perché?</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco perché il vino è il regalo giusto per Natale:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Non è un regalo scontato</strong>: se non vuoi entrare nella confraternita del regalo inutile, sappi che una buona bottiglia di vino non delude mai.</li>
<li><strong>Non finisce mai in soffitta</strong>: quanti di voi si ritrovano con collezioni di pigiami in pile e sciarpe? Ecco, scordati di vedere il vino fare la stessa fine.</li>
<li><strong>È sempre gradito</strong>: difficilmente s’incontrano persone che non bevono mai o che non hanno amici che amano il vino.</li>
<li><strong>Non va mai sprecato: </strong>mettiamo caso che fai cilecca e t’imbatti nell’astemio di turno, non temere, persino lui, portando la bottiglia di vino a una cena, avrà la possibilità di farne buon uso.</li>
<li><strong>Regala buonumore: </strong>il vino si beve bene in compagnia, è sempre bello regalare un momento di gioia e convivialità.</li>
<li><strong>Non fa mai sfigurare: per </strong>una buona bottiglia di vino, soprattutto se personalizzata, basta un bigliettino e sicuramente ti farà fare bella figura in qualsiasi situazione.</li>
<li><strong>È una scelta universale: </strong>il vino non ha bandiere, ne colori e piace sia alle donne sia agli uomini.</li>
<li><strong>È una scelta democratica: </strong>il vino è per tutti e per tutte le tasche.</li>
<li><strong>È perfetto per il periodo: </strong>conoscete un momento migliore per sorseggiare una bella bottiglia di vino, magari davanti al camino acceso?</li>
<li><strong>Racconta un territorio: </strong>non per fare i campanilisti, ma per noi non c’è nulla in grado di raccontare di più su un territorio.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Il nostro consiglio</strong>: a Natale regala un assaggio del nostro territorio con<strong><a href="https://cantinasantamaria.it/ristorazione/podere-769/"> Podere 769</a>.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Curiosità sul mondo del vino</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/curiosita-sul-mondo-del-vino/</link>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 09:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Vino un mondo tutto da scoprire Curiosità e aneddoti su una delle bevande più antiche al mondo La curiosità e l’interesse per il mondo del vino<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Vino un mondo tutto da scoprire</strong></h3>
<h4>Curiosità e aneddoti su una delle bevande più antiche al mondo</h4>
<p>La curiosità e l’interesse per il mondo del vino è un argomento che coinvolge ogni giorno più appassionati.</p>
<p>Grazie a questa tendenza, sono tantissime le professioni e le nuove mode che si stanno affermando in questo settore.</p>
<p>Del resto, il vino è la bevanda alcolica più antica al mondo e ricopre da sempre un ruolo di prestigio nella cultura popolare e religiosa di diversi paesi.</p>
<p>Lungi dal voler ripercorrere interamente le tappe di questa costante affermazione, in questo articolo, abbiamo selezionato una serie di aneddoti e curiosità che forse ancora non conoscete sul mondo del vino.</p>
<h4></h4>
<h4><strong>Curiosità sul mondo del vino:</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Non fatevi ingannare dal colore:</strong> i vini bianchi possono essere prodotti anche con uve a bacca rossa.</li>
<li><strong>Il vino ha una storia antichissima:</strong> le prime testimonianze della presenza della Vitis vinifera sono state rinvenute in alcuni siti degli odierni territori della Cina (7.000 anni a.C. circa), mentre circa 6000 anni fa i Sumeri simboleggiavano con una foglia di vite l’esistenza umana.</li>
<li><strong>Con il vino non si scherza:</strong> Hammurabi era un amante del buon vino per questo inserì nel suo codice una pena per chi vendeva vino annacquato e non correttamente conservato. La pena consisteva nell&#8217;annegamento.</li>
<li><strong>Mai bere troppo vino:</strong> Persino Dioniso (la divinità greca dell&#8217;estasi, della danza e del vino) raccomanda di non bere più di tre coppe di vino al giorno.</li>
<li><strong>Il vino fa bene:</strong> bere con moderazione può avere effetti benefici sulla nostra salute, questo concetto sviluppato da Ippocrate è giunto, seppure con qualche controversia, fino ai giorni nostri.</li>
<li><strong>A qualcuno il vino fa paura:</strong> ebbene sì, esiste un disturbo chiamato enofobia che consiste in una morbosa avversione per il vino.</li>
<li><strong>Il vino è una cosa sacra:</strong> l’usanza di accompagnare il vino agli eventi religiosi è una tradizione molto antica. Già i Sumeri e gli Egiziani lo consideravano una bevanda sacra e lo offrivano agli Dei in segno di riconoscenza.</li>
<li><strong>Il vino non conosce confini:</strong> Italia, Francia e Spagna sono sicuramente i più grandi produttori di vino al mondo, ma oltre a questi storici protagonisti, stanno emergendo paesi come la California, il Cile e l’Australia.</li>
<li><strong>Qual è il vitigno più coltivato al mondo?</strong> Cabernet Sauvignon e Merlot sono di gran lunga le uve da vino più coltivate al mondo, ma sorprendentemente, al primo posto di questa classifica compare la Kyoho, un uva cinese destinata perlopiù al consumo da tavola.</li>
<li><strong>Quali sono i paesi che consumano più vino pro capite?</strong> Sorprendentemente in testa a questa speciale classifica ci sono tre piccoli paesi con popolazioni ridottissime. Al primo posto troviamo la Città del Vaticano con 62 litri pro capite, seguono Andorra e Lussemburgo. La prima tra le grandi è la Francia staccata al quinto posto.</li>
<li><strong>Non fatevi infinocchiare dalle dicerie:</strong> il modo di dire infinocchiare che significa raggirare, imbrogliare, in qualche modo ha a che fare con il mondo del vino. Una volta gli osti quando servivano del vino molto scadente, erano soliti accompagnarlo con dei piatti a base di finocchio. Quest’alimento, specialmente crudo o in semi, serviva per addolcire i sapori e alterare la percezione dei gusti sgradevoli.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Ogni cosa ha il suo tempo: la vendemmia quando si fa.</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/ogni-cosa-ha-il-suo-tempo-la-vendemmia-quando-si-fa/</link>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2020 11:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[settembre]]></category>
		<category><![CDATA[uva]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo di vendemmia “Sono i giorni più belli dell’anno. Vendemmiare sfogliare, torchiare non sono neanche lavori; caldo non fa più, freddo non ancora; c’è qualche nuvola<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Tempo di vendemmia</h3>
<p><em><br />
“Sono i giorni più belli dell’anno. Vendemmiare sfogliare, torchiare non sono neanche lavori; caldo non fa più, freddo non ancora; c’è qualche nuvola chiara, si mangia il coniglio con la polenta e si va per funghi.</em><em><br />
(Cesare Pavese)”</em></p>
<p>Capire il momento giusto per iniziare la vendemmia non è per nulla semplice.</p>
<p>Un tempo, i contadini eseguivano pochi assaggi per stabilire il grado di maturità dell’uva e si affidavano fondamentalmente al loro grado di conoscenza della vigna.</p>
<p><img class="alignnone wp-image-484" src="https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1423483641154-5411ec9c0ddf.jpeg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1423483641154-5411ec9c0ddf.jpeg 1350w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1423483641154-5411ec9c0ddf-300x200.jpeg 300w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1423483641154-5411ec9c0ddf-768x512.jpeg 768w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1423483641154-5411ec9c0ddf-1024x683.jpeg 1024w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1423483641154-5411ec9c0ddf-219x146.jpeg 219w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1423483641154-5411ec9c0ddf-50x33.jpeg 50w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1423483641154-5411ec9c0ddf-113x75.jpeg 113w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1423483641154-5411ec9c0ddf-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>La vendemmia si realizzava, in genere, nei mesi di settembre ed ottobre, a seconda della zona geografica e delle condizioni metereologiche.</p>
<p>Oggi l’approccio dei viticoltori è diventato molto più scientifico e sicuramente un po’ meno romantico: attraverso un’approfondita analisi sensoriale, gli enologi sono in grado di stabilire quando si è compiuta la corretta maturazione tecnologica e fenolica dell’uva.</p>
<p><strong><em>Avete mai sentito parlare di analisi sensoriale dell’uva?</em></strong></p>
<h4><strong>L’analisi sensoriale dell’uva.</strong></h4>
<p>L’analisi sensoriale dell’uva è uno tra i più diffusi metodi di analisi degli acini, messo a punto dall’insistitut Coopératif du Vin (Icv) di Montepellier.</p>
<p>Attraverso questa metodologia è possibile conoscere con un’unica analisi le caratteristiche meccaniche degli acini: l’equilibrio acidico, la potenzialità aromatica, la qualità e la locazione dei polifenoli.</p>
<p>È definita analisi sensoriale perché prevede l’analisi sia visiva che tattile e gustativa di polpa, buccia e vinaccioli.</p>
<p>In particolare, la metodica ICV permette di:</p>
<ul>
<li>valutare con un’unica analisi le caratteristiche meccaniche degli acini, l’equilibrio acidico, la potenzialità aromatica, la quantità e la qualità dei polifenoli nonché la rispettiva localizzazione;</li>
<li>individuare disequilibri nel grado di maturità delle diverse componenti dell’acino, segnalando situazioni di stress della vite ed aiutando meglio a valutare il momento della vendemmia;</li>
<li>quantificare ognuno di questi parametri in una scheda analitica, rendendo comparabili i risultati ottenuti in giorni, periodi ed annate diverse;</li>
<li>sintetizzare i risultati dell’analisi in una valutazione sintetica, di facile e pratico uso quotidiano.</li>
</ul>
<p>Il grande pregio di questa metodica (Icv) è di aver standardizzato e trasformato in uno strumento oggettivo quello che un tempo era affidato alla sola sapienza contadina, ovvero l’assaggio delle uve. Tramite questi passaggi si è in grado di seguire l’evoluzione delle caratteristiche dell’uva e di stabilire di conseguenza il momento più opportuno per la vendemmia che, come noto, riveste un’importanza fondamentale nel determinare il profilo qualitativo del vino che sarà prodotto.</p>
<h4><strong>Le tempistiche della vendemmia</strong></h4>
<p>Come già detto in precedenza, il processo di maturazione dell’uva si conclude in genere nei mesi di settembre ed ottobre, a seconda della zona geografica e delle condizioni metereologiche, ma esistono diverse tipologie di uve che raggiungono il grado di maturazione in momenti diversi.</p>
<p>Il periodo della raccolta è sempre atteso dai produttori con un misto di eccitazione e timore: quando l’uva raggiunge la sua massima maturazione (la vendemmia, appunto) in campagna non si fa altro che ipotizzare riguardo a quando comincia uno e quando l’altro.</p>
<p>Il primo fattore per decidere quale sia il momento più adatto per la vendemmia è stabilire il tipo di vinificazione delle uve raccolte. Ossia se il vino deve essere ad alto contenuto alcolico, bianco, o rosso.</p>
<p>Premesso che la destinazione delle uve raccolte è un parametro importantissimo, sta di fatto che esso non è l’unico elemento da tenere in considerazione.</p>
<p>Le tempistiche della vendemmia sono, infatti, influenzate da un gran numero di altre variabili:</p>
<ul>
<li>varietà dell’uva</li>
<li>tipologia del suolo</li>
<li>stratificazioni del terreno</li>
<li>tipo di allevamento</li>
<li>grado di esposizione al sole</li>
<li>tipo di coltivazione</li>
<li>preferenze organolettiche (scelte del produttore in base al grado di acidità, profumo e tannicità desiderati)</li>
</ul>
<h4><strong>Conclusione</strong></h4>
<p>In definitiva la vendemmia è una questione di tempo e di uve e va effettuata quando si raggiunge il giusto equilibrio tra zuccheri e acidi: per decidere quale sia il periodo migliore, bisogna innanzitutto considerare il tipo di vinificazione delle uve raccolte.</p>
<p><img class="alignnone wp-image-487" src="https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1570556194095-c863f47910c3.jpeg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1570556194095-c863f47910c3.jpeg 1350w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1570556194095-c863f47910c3-300x200.jpeg 300w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1570556194095-c863f47910c3-768x512.jpeg 768w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1570556194095-c863f47910c3-1024x683.jpeg 1024w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1570556194095-c863f47910c3-219x146.jpeg 219w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1570556194095-c863f47910c3-50x33.jpeg 50w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1570556194095-c863f47910c3-113x75.jpeg 113w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/08/photo-1570556194095-c863f47910c3-600x400.jpeg 600w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per esempio per ottenere un buon vino bianco secco, è bene vendemmiare l’uva poco prima del suo massimo grado di maturazione, mentre se si cerca un vino bianco più morbido, con un buon grado alcolico, bisogna raccogliere l’uva all’apice della maturazione. Per i vini rossi invece è opportuno vendemmiare quando l’uva raggiunge l’apice della maturazione e degli zuccheri.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	</channel>
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