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	<title>tradizione &#8211; Cantina Santa Maria</title>
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	<description>Azienda vinicola Latina</description>
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		<title>Cantina Santa Maria: territorio e resilienza</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/territorio-e-resilienza/</link>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2020 10:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Podere 769 un vino che affonda le sue radici nel territorio pontino</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Una scommessa che parte da lontano</strong></h4>
<p><strong> </strong>Da 60 anni <em>Cantina Santa Maria</em> si impegna ogni giorno per trasmettere ai suoi consumatori un forte senso di appartenenza, tradizione, storicità e amore per il proprio territorio.</p>
<p>Con questo spirito prende il via l’ultima scommessa di casa <em>Santa Maria</em>: <a href="https://cantinasantamaria.it/ristorazione/podere-769/"><strong>Podere 769</strong></a>, il nuovo vino rosato frizzante “col fondo” prodotto dalla cantina pontina.</p>
<p><strong>Podere 769</strong> è un’istantanea di un’epoca passata ma ancora presente nella memoria di chi, come<em> Cantina Santa Maria</em>, su queste “terre nuove” continua a investire per ricercare e valorizzare le proprie radici territoriali.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Eroismo e semplicità</strong></h4>
<p><strong>Podere 769</strong> rappresenta appieno lo spirito passato di un’epoca eroica e con essa la volontà di far rivivere oggi, i sacrifici e il sangue versato dai pionieri per il riscatto della nostra terra.</p>
<p>Resistenza e adattamento appunto, caratteri vincenti di una realtà locale come <em>Cantina Santa Maria</em> che continua ogni giorno a lottare per preservare i vitigni autoctoni e i loro preziosi frutti.</p>
<p>Questo vino in particolare, custodisce il racconto di una scommessa familiare, ma anche la storia vera di una comunità semplice, quella dei nostri borghi, e di un paesaggio umano ormai scomparso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Territorio e resilienza</strong></h4>
<p>Da questo punto di vista, <strong>Podere 769</strong> rappresenta un paradigma che accomuna la storia dei suoi abitanti a quella di <em>Cantina Santa Maria</em>: due esempi concreti di resilienza e attaccamento alla terra, concepiti per gettare il seme della sua valorizzazione.</p>
<p>L’eroicità di questi contadini, famiglie di pionieri in lotta per guadagnarsi un posto nella nuova società pontina, ci ricorda da vicino la tenacia dimostrata dall’<em>Azienda</em> nell’affrontare questa nuova sfida: <em>adottare una metodologia di produzione antica come la rifermentazione naturale in bottiglia (Col Fondo), per non snaturare questo Merlot grezzo, schietto e sincero.</em></p>
<p><em> </em></p>
<h4><strong>Un nome che racconta la storia di un territorio</strong></h4>
<p>La resilienza comune a queste scelte nette e coraggiose è ben rappresentata fin dalla scelta del nome di questa nuova etichetta.</p>
<p><strong>Podere 769</strong> è un vino che parla della sua comunità, oltre ad essere il modo più onesto e diretto per fare conoscere un territorio.</p>
<p>Racconta la storia vera di una famiglia veneta e della sua difficile scommessa per cui nel ‘33 decide di emigrare in questo Podere, nel tentativo di sovvertire la sua sorte.<br />
È la testimonianza di due generazioni, dalla partenza da Paderno del Grappa (Treviso), il paese del pedemontano sfregiato dalla Grande Guerra, all’arrivo al podere 769 di Borgo Bainsizza (Littoria, oggi Latina).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Un metodo di produzione antico per un vino moderno</strong></h4>
<p>La dimensione artigianale e la volontà di rispettare il territorio circostante, hanno portato la <em>Cantina</em> ad adottare un sistema di produzione antico, come il metodo col fondo, per raccontare una storia di redenzione che può essere da esempio anche per il futuro.</p>
<p>Da qui nasce l’idea di identificare questo rosato frizzante ad un simbolo dimenticato della bonifica pontina.</p>
<p>Un’identità travagliata e tortuosa, come la trama scelta per la texture dell’etichetta che esplode nel dualismo tra la fertilità del sangue versato e la dinamicità delle onde marine.</p>
<p>Un esempio di tradizione ed attaccamento che ha permesso di produrre un vino, schietto, sincero e nostalgicamente moderno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il ‘podere 769’ oggi non esiste più, i luoghi hanno subito notevoli trasformazioni, la “soave cadenza veneta” non si sente quasi più, ma da noi il vino si fa ancora come una volta.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Come abbinare il vino al cibo</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/come-abbinare-il-vino-al-cibo/</link>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2020 08:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbinamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamenti]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<h3>Quattro consigli per fare centro al primo colpo</h3>
<p>L’abbinamento vino-cibo è una di quelle cose che appassiona gli italiani e li divide, un po’ come un derby in campionato.</p>
<p>Dai più tradizionalisti agli amanti della cucina fusion, alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non si è sentito sommelier per una notte.</p>
<p>Eppure, trovare l’abbinamento ideale non è così semplice come si crede.</p>
<p>In questo articolo cercheremo di darvi qualche consiglio per fare centro al primo colpo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quattro consigli per fare centro al primo colpo:</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Partiamo dalla tradizione</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si diventa dei provetti sommelier da un giorno all’altro.</p>
<p>Ci vuole pazienza e tanta gavetta.</p>
<p>Perciò è buona regola partire dalla tradizione.</p>
<p>La tradizione enogastronomica italiana da questo punto di vista offre molti spunti: esistono dei must che possono aiutarvi a scegliere il miglior vino da abbinare al cibo che avete scelto di mangiare.</p>
<p>Ecco alcuni esempi:</p>
<p>Primi piatti della tradizione laziale, ad esempio, come la carbonara, la cacio e pepe, la gricia o l’amatriciana prediligono un vino bianco secco mediamente strutturato.</p>
<p>Secondi importanti come spezzatini, arrosti, selvaggina e formaggi stagionati si esaltano con un rosso più strutturato.</p>
<p>Infine i dolci: se preferite la pasticceria secca potete optare per un vino passito, mentre se preferite creme o lievitati potete provare una bollicina dolce o addirittura un bianco frizzante come il nostro <a href="https://cantinasantamaria.it/terre-dastura-frizzante/"><strong>Terre D&#8217;Astura frizzante</strong>.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alterniamo in base alla stagionalità</strong></p>
<p>La stagionalità è uno dei principi base su cui si sviluppa la cultura enogastronomica italiana.</p>
<p>Perciò è buona regola rispettare questa alternanza anche quando si parla di abbinamenti vino-cibo.</p>
<p>Cosa c’è di meglio di accompagnare piatti leggeri in estate, magari a base di pesce, con un bianco fresco e fruttato, un vino rosato o una bollicina?</p>
<p>Viceversa in inverno, con un piatto caldo e confortante, come può essere un bollito, o uno stracotto, conviene abbinare un vino rosso più complesso e corposo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rispettiamo l’equilibrio</strong></p>
<p>Uno dei principi base dell’abbinamento vino-cibo è il rispetto dell’equilibrio: per creare armonia di gusto è buona regola bilanciare la struttura del vino alla complessità del piatto.</p>
<p>Pietanze delicate e semplici, con cotture “leggere” come il vapore, richiedono vini poco aromatici e poco strutturati. Se invece volete accompagnare preparazioni elaborate, speziate o più succulenti, via libera a vini più corposi, sia bianchi che rossi a seconda che si tratta di pesce o carne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Creiamo il giusto contrasto</strong></p>
<p>Per ottenere un abbinamento centrato, a volte, occorre creare il giusto contrasto.</p>
<p>Contrastare in questo caso significa far corrispondere a ogni caratteristica del cibo una caratteristica opposta nel vino.</p>
<p>L’abbinamento per contrapposizione può regalare grandi soddisfazioni, purché non ci si dimentichi che nessuno dei due elementi deve sovrastare l’altro.</p>
<p>Alcuni esempi di abbinamento per contrasto: i formaggi stagionati come il Parmigiano Reggiano richiedono vini morbidi, in grado di supportare la sapidità, e alcolici, che asciugano la cavità orale dai succhi che si sono formati.</p>
<p>Gli ingredienti più grassi, invece, come possono essere i fritti o le preparazioni sostanziose, richiedono vini con una buona acidità o effervescenza in grado, appunto, di “sgrassare” la bocca. Al contrario un piatto speziato, acido o piccante, andrà bilanciato con un vino dalle sensazioni più morbide e fruttate.</p>
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