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	<title>Franciacorta &#8211; Cantina Santa Maria</title>
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	<description>Azienda vinicola Latina</description>
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		<title>Bollicine italiane: record di consumi nel 2021</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/bollicine-italiane/</link>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 16:07:31 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>2021: anno da record per gli spumanti italiani</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 2021 è stato un anno davvero straordinario per le bollicine italiane (nonostante il Covid!), lo testimonia l’Osservatorio Unione italiana vini (Uiv)-Ismea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Consumi bollicine 2021: numeri da record</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo l’Osservatorio, il 2021 è stato un anno da record per gli spumanti italiani.</p>
<p>Durante le festività di Natale sono stati raggiunti numeri incredibili: 316 milioni di bottiglie vendute, il 18,3% in più rispetto allo scorso anno e ben il 50% in più rispetto a cinque anni fa.</p>
<p>Si stima che tra Natale e Capodanno in Italia ci siano stati quasi 2 miliardi di brindisi a base di bollicine, per un valore atteso di 236 milioni di euro.</p>
<p>Cifre importanti senza contare le esportazioni, che hanno segnato un incremento importante pari al 20%, e che coinvolgono 3 bottiglie su 4 della produzione totale.</p>
<p>Insomma è proprio il caso di dire che il 2021 è stato un anno davvero “spumeggiante” per le bollicine italiane!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Un successo tutto italiano</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La crescita da record dei consumi di sparkling ha coinvolto tutte le aree produttive del paese, con circa 900 milioni di bottiglie prodotte: si va infatti – stimano Uiv e Ismea – dal + 25% del Prosecco Doc agli incrementi sempre in doppia cifra attesi anche per il Conegliano Valdobbiadene Docg, per l&#8217;Asti, per la Franciacorta, per il Trento Doc fino a Oltrepò, Alta Langa, Lessini Durello e al Prosecco Docg dei Colli Asolani.</p>
<p>Buone notizie, come rileva l&#8217;analisi, anche per i consumi interni: secondo Ismea/Nielsen, gli acquisti nella GDO (Grande Distribuzione), durante i primi 11 mesi del 2021, sono cresciuti del 22% in volume accompagnato da un +26% in valore rispetto al pari periodo 2020.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>I numeri della ripresa dopo il Covid-19</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Complessivamente, nel 2021, il valore alla produzione delle bollicine italiane ha superato per la prima volta i 2,4 miliardi di euro; un incremento cui si aggiunge un volume produttivo in costante ascesa (+170% nell&#8217;ultimo decennio).</p>
<p>Ottime notizie, insomma, per un intero comparto che aveva subito un notevole calo dei consumi nel 2020, a causa del lockdown imposto per contrastare la pandemia di SARS- CoV-2.</p>
<p>A riprova di questo trend positivo ci sono anche i dati sulle importazioni: nel 2021 in Italia sono arrivate circa il 50% di bottiglie in più dall’estero (soprattutto Champagne).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Bollicine italiane: come spiegare questo record storico?</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I vini italiani, soprattutto le bollicine, si confermano ancora una volta come potenti aggregatori sociali, in grado di restituire fiducia e speranza nei giorni di festa, anche durante periodi difficili come questi che stiamo vivendo a causa della pandemia.</p>
<p>Su questo non ci piove eppure, questi stessi dati numerici, se analizzati attentamente, denotano una netta destagionalizzazione dei consumi, comunque importanti nei giorni a cavallo fra le festività di dicembre e gennaio.</p>
<p>I dati (Uiv)-Ismea testimoniano, infatti, che sono cresciuti i consumi di bollicine durante tutti gli altri 11 mesi dell’anno.</p>
<p>Ecco spiegato il motivo di questo record storico.</p>
<p>Questa inversione di tendenza è frutto della sempre più crescente consapevolezza dei consumatori.</p>
<p>I nuovi consumatori sono più informati, più interessati e quindi più pronti a capire l’origine e i metodi produttivi delle bollicine e premiare l’elevata qualità sensoriale, l’innovazione e l’eccellenza dell’ampio patrimonio produttivo italiano.</p>
<p>Questa importante iniezione di fiducia ci spinge ad affrontare con maggior entusiasmo il 2022, consapevoli di rappresentare, nel nostro piccolo, parte di questo successo tutto italiano!</p>
<p>&nbsp;</p>
<pre><a href="https://cantinasantamaria.it/ristorazione/"><strong>Visitate il nostro sito per conoscere il Santa Maria Metodo Martinotti e tutti gli altri vini della nostra cantina!</strong></a></pre>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Metodo Classico o Metodo Charmat: cosa cambia?</title>
		<link>https://cantinasantamaria.it/metodo-classico-o-metodo-charmat/</link>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 11:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[bollicine]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Che differenza c&#8217;è tra Metodo Classico (Champenoise) e Metodo Charmat (Martinotti)?</strong></h2>
<p><em>E ancora&#8230;</em></p>
<p><em>Vi siete mai chiesti cosa ha di particolare il Franciacorta e perché lo Champagne è cosi costoso?</em></p>
<p><em>Sapete qual è la differenza tra Prosecco e Spumante?</em></p>
<p><strong>No?</strong></p>
<p><em>Allora è il caso di proseguire con la lettura di questo articolo di approfondimento.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Metodo Classico (Champenoise) e Metodo Charmat (Martinotti): un viaggio alla scoperta dei due Metodi più conosciuti</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi parliamo di bollicine: scopriamo la differenza tra <strong>Metodo Classico (Champenoise)</strong> e <strong>Metodo Charmat (Martinotti)</strong></p>
<p>Se non vi siete mai posti queste domande nessun problema, c’è sempre tempo per iniziare a coltivare la passione per il vino, soprattutto quando si parla di bollicine.</p>
<p>In quest’articolo non pretendiamo di ripercorrere la storia delle bollicine, ma, cercheremo di chiarire la differenza tra i principali metodi di fermentazione del vino: il <strong>Metodo Classico</strong> e il <strong>Metodo Charmat</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il metodo Classico Champenoise<br />
</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Elaborato già alla fine del ‘600 in Francia nella regione dello champagne da cui prende il nome di Champenoise, il Metodo Classico è certamente il più conosciuto, ma anche il più complesso e delicato tra i metodi di fermentazione.</p>
<p>La base di partenza è solitamente costituita da una cuvée, cioè una miscela di vini di tipologie e/o annate diverse (a meno che non si voglia ottenere uno spumante millesimato, cioè prodotto con un solo vino di un&#8217;unica annata).</p>
<p>La prima fase del Metodo Classico consiste nella presa di spuma del vino, essa si svolge direttamente in bottiglia, per un periodo di due mesi circa e si completa con il raggiungimento di una pressione di circa 6 atmosfere.</p>
<p>A questo punto, si procede ponendo le bottiglie orizzontalmente per aggiungere i lieviti e gli zuccheri (sciroppo di tiraggio), dando il via alla seconda fermentazione con la produzione di anidride carbonica e alcol etilico: i lieviti agiscono per un periodo che varia tra i 6 e i 30 mesi.<br />
Durante questo processo, le bottiglie devono essere inclinate e periodicamente ruotate di 1/8 per permettere il graduale deposito dei residui nel collo della bottiglia.</p>
<p>Questa delicata operazione, nota come Remuage, storicamente compiuta solo dalle mani attente di cantinieri, enologi e produttori, viene oggi spesso affidata a strumenti meccanicizzati.</p>
<p>Al termine di questa fase si procede lasciando riposare le bottiglie a testa in giù (<em>pupitres</em>): il cambiamento d’inclinazione delle bottiglie agevola il deposito dei lieviti esausti verso il tappo.</p>
<p>Il tempo di deposito sui lieviti va tutto a vantaggio del prodotto finale: secondo il disciplinare si va dai 15 mesi per un brut, a 24 mesi per un millesimato fino a 36 mesi per una riserva.</p>
<p>Trascorso il tempo necessario, per eliminare il deposito dei residui, non resta che procedere con la sboccatura (o dégorgement).</p>
<p>Esistono due tecniche per eseguire la sboccatura:</p>
<ul>
<li>manuale: à la volèe (al volo)</li>
<li>meccanica: à la glace (al ghiaccio)</li>
</ul>
<p>Con il primo sistema, al volo, le bottiglie vengono aperte una ad una, stappando manualmente il tappo a corona: attraverso questa operazione la pressione formatasi all’interno del vino spinge all’esterno i lieviti accumulati.</p>
<p>Con il sistema al ghiaccio invece, si procede al congelamento del collo in modo meccanico di più bottiglie contemporaneamente: la pressione interna fa saltare il tappo congelato, che porta con sé i residui dei lieviti.</p>
<p>Al termine della sboccatura, prima di apporre il tappo in sughero e la gabbietta, parte del vino estratto viene rimpiazzato dall’enologo con il “liquer d’expedition“, uno sciroppo dalla ricetta segreta e personale che rende unica ogni bottiglia.</p>
<p><img class="alignnone wp-image-472 size-full" src="https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-classico-champenoise.jpg" alt="" width="750" height="805" srcset="https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-classico-champenoise.jpg 750w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-classico-champenoise-280x300.jpg 280w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-classico-champenoise-136x146.jpg 136w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-classico-champenoise-47x50.jpg 47w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-classico-champenoise-70x75.jpg 70w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-classico-champenoise-600x644.jpg 600w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Questo lungo e lento processo di affinamento in bottiglia è usato per creare spumanti importanti e raffinati, di classe e struttura: il più celebre risultato del Metodo Classico è lo <strong>Champagne</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il Metodo Charmat Martinotti<br />
</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Metodo Charmat o Martinotti è nato nel 1895 da un’idea di Federico Martinotti, direttore dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti, ma fu nel 1910 che Eugene Charmat affinò e brevettò l&#8217;attrezzatura per metterlo in pratica.</p>
<p>I vini prodotti con il Metodo Charmat nascono da vini bianchi fermi: dopo aver subito una prima fermentazione durante il normale processo di produzione, questi vini ne subiscono una seconda con l&#8217;aggiunta di lieviti e zucchero.</p>
<p>La fermentazione avviene in autoclavi di acciaio in condizioni di temperatura e pressione controllata per periodi brevi, solitamente da 1 a 6 mesi.<br />
I lieviti in questa fase trasformano gli zuccheri del vino in alcol e anidride carbonica, sviluppando le famose bollicine.</p>
<p>Al termine della fermentazione in autoclave, il vino viene filtrato e avviene poi il dosaggio, cioè la &#8220;correzione finale&#8221; con l&#8217;aggiunta di una miscela di vino e zucchero, e infine l&#8217;imbottigliamento.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-473" src="https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-charmat-martinotti.jpg" alt="" width="750" height="805" srcset="https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-charmat-martinotti.jpg 750w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-charmat-martinotti-280x300.jpg 280w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-charmat-martinotti-136x146.jpg 136w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-charmat-martinotti-47x50.jpg 47w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-charmat-martinotti-70x75.jpg 70w, https://cantinasantamaria.it/wp-content/uploads/2020/07/metodo-charmat-martinotti-600x644.jpg 600w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Questo processo piuttosto semplice e rapido, dà vita a vini per lo più leggeri, freschi e dalle note fruttate, con un perlage non troppo strutturato: il tipico risultato del Metodo Martinotti-Charmat è il <strong>Prosecco</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La differenza tra Metodo Classico (Champenoise) e Metodo Charmat (Martinotti)<br />
</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora che abbiamo scoperto i due principali metodi di spumantizzazione, siamo in grado di stabilire quali sono i procedimenti in comune e le principali differenze nelle due lavorazioni.</p>
<p>Per entrambi i metodi, la base di partenza è la stessa: un vino fermo cui vengono aggiunti lieviti e zucchero, quest’ultimo in misura variabile a seconda della pressione che si vuole far raggiungere allo spumante.</p>
<p>In tutte e due le lavorazioni, l’aggiunta di CO2 è vietata: sono i lieviti stessi che, fermentando gli zuccheri, producendo le bollicine.</p>
<p><strong>La differenza fondamentale riguarda la fase di rifermentazione</strong>: mentre nel Metodo Classico (Champenoise) le bollicine si ottengono in bottiglia, nel Metodo Charmat (Martinotti) la rifermentazione avviene in grandi autoclavi d’acciaio.</p>
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