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	<title>spumanti dolci &#8211; Cantina Santa Maria</title>
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	<description>Azienda vinicola Latina</description>
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		<title>Vini dolci: la guida completa</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2021 12:04:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un viaggio alla scoperta dei vini da dessert: tipologie, caratteristiche e metodi di produzione &#160; Che sia per una coccola pomeridiana o per chiudere in bellezza<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Un viaggio alla scoperta dei vini da dessert: tipologie, caratteristiche e metodi di produzione</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che sia per una coccola pomeridiana o per chiudere in bellezza la cena di Natale, non c’è niente di meglio di un buon bicchiere di vino per gustare un dessert.</p>
<p>Eppure, al momento del dolce, dimentichiamo troppo facilmente quanto sia importante accompagnare quest’ultimo con la giusta tipologia di vino. Diversamente, tendiamo a scegliere con cura, ad esempio, il vino da abbinare all’antipasto, al primo e al secondo, ma per il fine pasto non riponiamo lo stesso impegno.</p>
<p>In realtà, come per le altre portate, esistono diverse varietà di vini dolci per accompagnare il dessert e in questo articolo cercheremo di capire quali sono i più conosciuti e quali caratteristiche li distinguono dai vini secchi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Guida alla scoperta dei vini dolci</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Tipologie di vini dolci</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I vini dolci, definiti anche da meditazione o da dessert, rientrano nella categoria dei vini speciali e sono caratterizzati dalla loro peculiare dolcezza.</p>
<p>Quello dei vini dolci è un mondo articolato e complesso che possiede una storia antica e ricca di rarità e sfumature che da sempre affascinano e seducono gli appassionati di vino.</p>
<p>Ne esistono svariate tipologie: si passa dai <strong>vini dolci naturali</strong> ai <strong>vini passiti</strong>, passando per i particolarissimi <strong>muffati</strong> e <strong>ice wine</strong>, fino ad arrivare ai <strong>vini fortificati</strong> e agli <strong>spumanti dolci</strong>.</p>
<p>Sostanzialmente i vini dolci sono quasi tutti accomunati dalla stessa caratteristica, ovvero, quella di presentare un tenore zuccherino e un grado alcolico tendenzialmente più elevato rispetto ai vini secchi.</p>
<p>La produzione di questi vini richiede una particolare dedizione per esaltare la dolcezza dell’uva e conservare inalterate le sue note olfattive e gustative durante il processo di vinificazione.</p>
<p>Scopriamo perché.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Come si producono i vini dolci</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I vini dolci si possono ottenere con diverse tipologie di uve e mediante tecniche di produzione diverse.</p>
<p>Il grado di dolcezza di questi vini speciali, generalmente, è determinato dalla presenza di zuccheri residui (cioè non fermentati) al momento dell’imbottigliamento.</p>
<p>Un vino può essere definito dolce quando il contenuto di zucchero per litro supera i 45 grammi.</p>
<p>Il processo di produzione dei vini dolci, come dicevamo, è piuttosto delicato: per ottenere un vino da dessert stabile, la lavorazione dell’uva inizia fin dalla vigna e si protrae fin oltre la regolare maturazione per ottenere dei mosti più densi e concentrati rispetto ai vini tradizionali.</p>
<p>Esistono diversi metodi per ottenere un vino da dessert, il più naturale è filtrare ripetutamente il mosto lasciando che la fermentazione ricominci ogni volta da capo, man mano più lentamente e debolmente. Una volta che si è raggiunto il grado di dolcezza desiderato, la fermentazione deve essere arrestata con interventi esterni.</p>
<p>Per ottenere questo scopo esistono diversi procedimenti, i più conosciuti sono:</p>
<ul>
<li><strong>filtrazione sterile</strong>: si utilizzano delle apposite reticelle per separare il liquido dai lieviti e dalle sostanze azotate che li nutrono al fine di interrompere il processo di fermentazione;</li>
<li><strong>pastorizzazione</strong>: si riscalda il vino a temperature alte per uccidere tutti i microorganismi;</li>
<li><strong>crio-stabilizzazione: </strong>si conserva il vino in un ambiente freddo con una temperatura compresa tra i -4 e i 10 gradi massimo, per interrompere il processo di fermentazione;</li>
<li><strong>fortificazione</strong>: l’innesto di alcol arresta immediatamente la fermentazione dello zucchero;</li>
<li><strong>concentrazione di alcol naturale: </strong>nei vini che hanno naturalmente una concentrazione di alcol alta (16-17°), la fermentazione si arresta spontaneamente perché l’alcool inibisce l’attività dei lieviti.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em><strong>Fatta questa doverosa premessa, vediamo nel dettaglio quali sono le principali tipologie di vini dolci.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Tipologie di vini dolci</strong></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Vini dolci naturali</strong></h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>I vini dolci naturali sono ricavati da quei vitigni aromatici, come Brachetto e Moscato, che contengono naturalmente la quantità di zuccheri necessaria alla vinificazione in dolce.</p>
<p>Si tratta di vini dolci fermi, con una gradazione alcolica potenziale minima di 10°, prodotti generalmente attraverso la fermentazione parziale delle uve: in sostanza, quando si raggiunge un grado alcolico sufficiente, si abbassa la temperatura in modo da bloccare la fermentazione. In questo modo è possibile incrementare il gusto dolce e zuccherino dell’uva senza comprometterne le sue qualità aromatiche e gustative.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Vini dolci passiti</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con il termine passito s’intende il processo di disidratazione dell’acino d’uva indispensabile per la concentrazione degli zuccheri.</p>
<p>I vini dolci passiti sono ottenuti con procedimenti di disidratazione, più o meno avanzata, naturale o forzata: si possono lasciare le uve ad appassire direttamente sulla pianta (la cosiddetta vendemmia tardiva), oppure dopo la raccolta, esponendole al sole su dei graticci o appese in locali sufficientemente aerati o modernamente forniti di ventilazione forzata in modo da evitare l’ammuffimento degli acini.</p>
<p>Quando si prolunga intenzionalmente la maturazione dell’uva (tale processo si definisce surmaturazione), l’acqua evapora lentamente, aumentando così la concentrazione di zuccheri.</p>
<p>I vini dolci passiti sono conosciuti per antonomasia come vini da dessert, poiché rispettano in pieno lo schema classico degli abbinamenti cibo-vino, secondo cui i cibi dolci si abbinano per concordanza a vini dolci.</p>
<p>In realtà, dalle uve passite si possono ottenere vini dolci, più o meno liquorosi, vedasi il Passito di Pantelleria, lo Zibibbo o il Vin Santo, ma anche vini secchi come nel caso dell’Amarone e del Marsala Vergine.</p>
<p>I vini passiti, grazie alla loro versatilità si prestano a un’ampia gamma di abbinamenti: non solo cantucci e piccola pasticceria secca, ma anche formaggi erborinati, o piatti a base di carne e pesce dal gusto molto forte e speziato, lasciando anche la possibilità di gustare questi preziosi nettari da soli, come vini da meditazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Vini dolci muffati</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I vini dolci muffati, definiti anche “botrizzati”, sono dei vini speciali che si ottengono attraverso un difficile e lungo processo di fermentazione innescato da una muffa: la celeberrima <strong>Botrytis Cinerea</strong>.</p>
<p>Durante il processo di maturazione dell’uva, in determinate condizioni climatiche caratterizzate dall’alternanza tra umidità mattutina e calore pomeridiano, la Botrytis Cinerea si trasforma in muffa nobile e si deposita sulle bucce delle uve allo scopo di nutrirsi.</p>
<p>In queste annate favorevoli, le spore della Botrytis Cinerea perforano la buccia dell’uva innescando un processo di disidratazione che favorisce la concentrazione degli zuccheri e di sostanze aromatiche.</p>
<p>In questi fortunati casi, i viticoltori lasciano intenzionalmente le uve ad “ammuffire” sulle vigne anche per diverse settimane, fin quando tutti gli acini non vengono attaccati dalla Botrytis Cinerea.</p>
<p>Questa coraggiosa operazione dà vita a vini particolarmente pregiati e ricercati: di colore giallo dorato e con gradazione leggermente superiore alla media, i muffati presentano una dolcezza e una complessità aromatica difficilmente riscontrabili in altri vini.</p>
<p>I più famosi esempi di vini muffati sono senz’altro i francesi Sauternes, il Barsac e la Sélection de Grains Nobles Alsaziani, ma meritano una menzione anche i tedeschi Beerenauslese o i Trockenbeerenauslese, il celebre Tokaij ungherese e non ultimi gli ottimi esempi italiani prodotti soprattutto nei territori di Orvieto e dell’Italia centrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Vini di ghiaccio (ice wine)</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I vini di ghiaccio, meglio conosciuti a livello internazionale con il soprannome di Eiswein, in tedesco, o Ice Wine in inglese, sono vini dolci particolarissimi che si ottengono da grappoli d&#8217;uva vendemmiati tardivamente in pieno inverno.</p>
<p>Diffusi soprattutto in culture nordiche come Germania, Austria, Canada e Italia settentrionale, gli ice wine possono essere prodotti solo in determinate condizioni climatiche: con temperature piuttosto rigide che non superano i -7/-8°C.</p>
<p>In determinate condizioni, si lasciano intenzionalmente i grappoli sulla vite durante i mesi di dicembre e gennaio, lasciando al gelo il tempo di disidratare gli acini in modo naturale.</p>
<p>Una volta trascorso il tempo necessario, di solito verso la fine di gennaio, si passa alla vendemmia: gli acini sono raccolti a mano e pressati ancora congelati per generare un mosto ad alta concentrazione di zuccheri.</p>
<p>Le uve congelate, inoltre, difficilmente sono attaccate dalla Botrytis Cinerea e sviluppano vini particolarmente bilanciati e mai stucchevoli, poiché la spiccata dolcezza è perfettamente bilanciata da un grado di acidità medio-alto.</p>
<p>I vini di ghiaccio hanno generalmente un colore giallo dorato intenso e si abbinano a dessert o in alternativa a formaggi stagionati o erborinati.</p>
<p>La diffusione di questi vini si deve al medico tedesco Hans Georg Ambrosi, conosciuto come il &#8220;padre degli Eiswein&#8221;, intorno alla metà del secolo scorso, ma ipotesi accreditate sostengono che i &#8220;vini di ghiaccio&#8221; fossero già conosciuti in Germania dalla fine del Settecento.</p>
<p>In particolare, si narra che i viticoltori del villaggio di Wurzburg furono i primi a scoprire l&#8217;Eiswein: durante il rigido inverno del 1794 quando, per evitare di perdere i proventi del raccolto, decisero di raccogliere ugualmente l’uva completamente congelata.</p>
<p>Il risultato è stato ovviamente sorprendente, se è vero che da allora questa pratica continua ad essere sempre più popolare tra gli appassionati!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Vini dolci fortificati</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>I vini dolci fortificati, più conosciuti come vini liquorosi, sono prodotti grazie all’aggiunta di alcol o acquavite, durante il processo di vinificazione, per bloccare la fermentazione del mosto.</p>
<p>In alcuni casi, per aumentare la gradazione alcolica e la dolcezza del vino, è necessario aggiungere una miscela di succo d’uva non fermentato o poco fermentato e alcol (la cosiddetta <em>mistella</em>).</p>
<p>I vini liquorosi presentano una gradazione alcolica mediamente alta, compresa tra i 15° e i 22° vol.</p>
<p>Il processo di fortificazione dona a questi vini non solo l’elevato grado alcolico ma caratteristiche sensoriali e organolettiche molto specifiche che sono esaltate dai processi di maturazione o invecchiamento.</p>
<p>La maturazione dei vini fortificati è generalmente condotta in botti di rovere o ciliegio: un’antica tradizione nata per garantire la conservabilità dei vini durante i lunghi viaggi in nave.</p>
<p>I più celebri esempi di vini fortificati sono: Porto, Marsala, Madera, Malvasia sino allo Sherry o Jerez o Xeres (un vino spagnolo simile al Marsala) da non confondere con il Cherry Brandy, liquore dolce a base di ciliegia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Vini dolci spumanti</strong></h3>
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<p>Chiudiamo questo viaggio alla scoperta dei vini da dessert con una tradizione tutta italiana particolarmente apprezzata durante le feste tradizionali, come il Natale: gli spumanti dolci.</p>
<p>Gli spumanti dolci sono vini ottenuti da uve aromatiche realizzati solitamente con metodo Charmat/Martinotti, con un contenuto zuccherino residuo che può superare i 50 grammi per litro.</p>
<p>Per ottenere uno spumante dolce il mosto viene prima filtrato o centrifugato più volte e poi viene raffreddato a -4 °C, per bloccare la fermentazione e avere un buon residuo zuccherino.</p>
<p>Gli spumanti dolci ottenuti attraverso questo procedimento hanno un colore giallo paglierino più o meno intenso, con un bouquet marcatamente aromatico e fruttato.</p>
<p>I più celebri esempi di vini spumanti dolci italiani sono il Moscato D’asti, il Brachetto D’Acqui e l’Oltrepò Pavese Spumante Metodo Classico, ma non mancano ottimi esempi in tutto lo stivale dall’Italia Settentrionale sino alle pendici dell’Etna.</p>
<p>&nbsp;</p>
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